L’impostore, di Javier Cercas

Traduzione di Bruno Arpaia

 

Io non volevo scrivere questo libro. Non sapevo esattamente perché non volessi scriverlo, oppure lo sapevo ma non volevo riconoscerlo o non osavo riconoscerlo; o non del tutto. Il fatto è che per più di sette anni mi sono rifiutato di scrivere questo libro. Durante quel periodo ne ho scritti altri due, anche se questo non l’avevo dimenticato; al contrario: a modo mio, mentre scrivevo quei due libri, scrivevo anche questo. O forse era questo libro che a modo suo scriveva a me.

I primi paragrafi di un libro sono sempre gli ultimi che scrivo. Questo libro è finito. Questo paragrafo è l’ultimo che scrivo. E siccome è l’ultimo, ormai so perché non volevo scrivere questo libro. Non volevo scriverlo perché avevo paura. È questo che sapevo fin dall’inizio, ma che non volevo riconoscere o che non osavo riconoscere; o non del tutto. Quello che so soltanto adesso è che la mia paura era giustificata.

Conobbi Enric Marco nel giugno 2009, quattro anni dopo che era diventato il grande impostore e il gran
maledetto. Molti ricorderanno ancora la sua storia. Marco era un ottuagenario di Barcellona che per quasi tre decenni si era fatto passare per deportato nella Germania hitleriana e per sopravvissuto ai campi nazisti, aveva presieduto per tre anni la grande associazione spagnola dei sopravvissuti, la Amical de Mauthausen, aveva tenuto centinaia di conferenze e concesso decine di interviste, aveva ricevuto importanti
onorificenze ufficiali e aveva fatto un discorso al Parlamento spagnolo a nome di tutti i suoi presunti compagni di sventura, finché, agli inizi di maggio del 2005, si era scoperto che non era un deportato e che non era mai stato prigioniero in un campo nazista. La scoperta l’aveva fatta un oscuro storico di nome Benito Bermejo, giusto prima di che venisse celebrato, nell’ex campo di Mauthausen, il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di sterminio, in una cerimonia alla quale per la prima volta avrebbe partecipato un presidente del governo spagnolo e in cui Marco avrebbe svolto un ruolo importante, al quale all’ultimo momento la rivelazione della sua impostura lo costrinse a rinunciare.

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