Non preoccuparti, la vita è facile, di Agnès Martin-Lugand

Sperling & Kupfer

Traduzione di Margherita Belardetti

COME avevo potuto, per l’ennesima volta, cedere alle insistenze di Félix? Non so per quale miracolo riusciva sempre ad abbindolarmi: trovava un argomento, una motivazione per convincermi ad andarci. Ogni volta mi lasciavo fregare, dicendomi che chissà, forse, sarebbe intervenuto un non so che capace di farmi vacillare. Eppure conoscevo Félix come le mie tasche, e i nostri gusti erano diametralmente opposti. Ragion per cui quando pensava e decideva al posto mio, faceva fatalmente cilecca. Avrei dovuto saperlo, visto che eravamo amici da un’eternità. Ed ecco come, per la sesta volta consecutiva, ho passato un sabato sera con un perfetto imbecille.

La settimana prima mi ero beccata con un fanatico del biologico e della vita sana. Roba da far venire il sospetto che Félix avesse avuto un vuoto di memoria riguardo ai vizi della sua miglior amica. Tutta la serata a sentirmi fare il predicozzo sul mio abuso di tabacco, alcol e cibo spazzatura. Quel mostro in infradito aveva dichiarato con estrema naturalezza che la mia condotta di vita era disastrosa, che sarei diventata sterile e che inconsciamente flirtavo con la morte. Félix evidentemente non gli aveva fornito la scheda tecnica della sua pretendente. Con il mio miglior sorriso gli avevo detto che sì, in effetti, ero molto ferrata sull’argomento «morte» e «aspirazione al suicidio», e me n’ero andata.

Il cretino di turno aveva tutt’altro stile: piuttosto belloccio, buona forchetta, per niente incline alle lezioni. Il suo difetto, non proprio veniale, era che sembrava convinto di attirarmi nel suo letto raccontandomi le sue imprese a fianco dell’amata, che rispondeva al nome di GoPro: «Io e la mia GoPro, quest’estate, abbiamo disceso un torrente ghiacciato… Io e la mia GoPro, quest’inverso, abbiamo partecipato alle gare di sci acrobatico… Io e la mia GoPro ci siamo fatti una doccia… Sai, l’altro giorno ho provato la metropolitana con la mia GoPro…» e così via. La solfa durava da più di un’ora, era incapace di formulare una sola frase senza parlarne. Ormai ero arrivata al punto di chiedermi se andasse pure al cesso, insieme alla sua GoPro.

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