Scorre la Senna, di Fred Vargas

Einaudi

Traduzione di Margherita Botto

Appostato su una panchina, di fronte al commissariato del quinto arrondissement di Parigi, il vecchio Vasco sputava noccioli di oliva. Cinque punti se colpiva il basamento del lampione. Aspettava che comparisse un poliziotto biondo, alto, corporatura floscia, che ogni mattina usciva verso le nove e mezzo e, con aria imbronciata, lasciava una moneta sulla panchina. In quel momento il vecchio, di professione sarto, era davvero a secco. Come spiegava a chiunque lo stesse a sentire, la nostra epoca aveva suonato la campana a morto per i virtuosi dell’ago. La confezione su misura aveva i giorni contati.

Il nocciolo passò a due centimetri dal basamento di metallo. Vasco sospirò e bevve a canna qualche sorso di birra da una bottiglia da un litro. Il mese di luglio era caldo e già alle nove ti veniva sete, senza contare le olive.

Stando su quella panchina da più di tre settimane, ogni santo giorno fuorché la domenica, il vecchio Vasco aveva finito per identificare un bel po’ di facce, al commissariato. Era un buon passatempo, meglio del previsto. Allucinante quanto si sbattessero quei tizi. Per fare che, c’era da chiederselo. Fatto sta che si agitavano dalla mattina alla sera, ognuno a modo suo. Tranne il piccoletto bruno, il commissario, che si muoveva sempre molto lentamente, come se fosse sott’acqua. Usciva a fare due passi più volte al giorno. Il vecchio Vasco gli diceva due parole e lo guardava allontanarsi lungo la via, con un’andatura un po’ beccheggiante, le mani sprofondare nelle tasche dei pantaloni stropicciati. Quello era uno che non si stirava gli abiti.

Il poliziotto alto e biondo scese i gradini dell’ingresso verso le dieci, con un dito appoggiato alla fronte. Quella mattina era in ritardo, forse aveva mal di testa o sul commissariato era piombato un grosso caso. Poteva capitare, dopotutto, a furia di sbattersi a quel modo. Vasco lo chiamò con grandi cenni mostrando la sua sigaretta spenta. Ma a quanto pare il tenente Adrien Danglard non aveva fretta di attraversare per accendergliela. Guardava fisso un grande attaccapanni di legno, vicino alla panchina, con appena una giacca bisunta.

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