Laura Gallego, L’imperatrice degli eterei

Traduzione di Serena Rossi

1898228_1488386825-kE8B-U005161621zeIOZN69-1024x576@LaStampa.itSi racconta che, oltre i Monti del Gelo, oltre la Città di Cristallo, in un brillante palazzo abita l’Imperatrice, un palazzo così grande che le due torri più alte sfiorano le nuvole, e così delicato che sembra creato con gocce di pioggia. Si dice che l’Imperatrice sia così bella che nessuno può guardarla in faccia senza perdere la ragione: si dice anche che sia immortale e che vive nel suo palazzo da migliaia di anni, nel Regno Etereo, un luogo di meraviglia e mistero che attende tutti coloro che sono così arditi da avventurarvisi. Lì, nel palazzo dell’Imperatrice, non esiste la sofferenza, non c’è freddo, e non è necessario mangiare, perché non si soffre mai la fame…

Quella fu la prima volta che Bipa sentì parlare del Regno Etereo e della sua Imperatrice. A quel tempo aveva sette anni. Quella notte, ignari della violenta tormenta di neve che scuoteva il focolare di Nuba, nove bambini ascoltavano il racconto con attenzione. Affascinati, contemplavano la donna con la bocca aperta e gli occhi luccicanti.

Tutti meno Bipa, che guardava da una parte e dall’altra, visibilmente a disagio. Nuba sospirò tra sé e sé. Era molto difficile catturare quella bambina nella rete che tesseva la magia delle parole.

«Che ti succede, Bipa?» le chiese con gentilezza. «Il racconto non ti piace?»

Bipa esitò un istante, ma alla fine confessò:

«Non molto», notò gli sguardi degli altri bambini, tra lo stupito e l’ostile. Ma ormai si era lanciata e non si fermò: «E’ un racconto assurdo. Non esiste questo palazzo dell’Imperatrice, sono tutte bugie». In quel momento Bipa doveva aver captato il bagliore di tristezza degli occhi di Nuba, doveva aver prestato attenzione ai mormorii degli altri bambini; ma continuò a parlare senza essere consapevole di quanto potessero essere crudeli le sue parole:

«Nessuno può vivere per sempre, neanche questa Imperatrice. E come fa la gente che la guarda a impazzire? Per quanto possa essere bella, nessuno impazzirebbe solo per aver guardato un’altra persona. E poi, se passi tanto tempo senza mangiare muori. Questo lo sanno tutti», concluse con un certo tono di rimprovero, come sbattendole in faccia il fatto che mentiva ai bambini, o che li considerasse tanto stupidi da credere a quelle assurdità.

 

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