Fernando Savater, Etica come amor proprio

Traduzione di David Osorio Lovera e Cristiana Paternò

Darwin_-_Descent_of_Man_(1871)L’indagine che comincio qui ad abbozzare verte sul fondamento razionale di ciò che consideriamo portatore di valore, vale a dire sul fatto che lo reputiamo tale: che cosa fonda e sostiene la preferenza per determinati atteggiamenti, comportamenti, istituzioni? Qual è la ragione della stima che riserviamo loro? Non penso solo al fatto che siamo stimati, ma anche al diritto che abbiamo di attribuire ad essi un valore. I valori a cui mi riferisco fanno parte di quella che potremmo chiamare, in omaggio alla tradizione, “ragion pratica”, sono cioè i valori dell’etica, del diritto e della politica. Quanto alla nozione di “fondamento”, è necessario distinguerla da altre limitrofe, come “principio”, “origine” e “causa”. Un principio etico, per esempio “comportati con gli altri come vorresti che gli altri si comportino con te”, può essere benissimo un concentrato della moralità nel suo complesso, ma non fonda la morale, dato che posso sempre chiedermene il perché, la ragione del suo valore supremo. E non regge come fondamento neppure l’origine del comportamento morale, ciò che Nietzsche chiamava la “genealogia” della morale, come ad esempio è descritta nel quinto capitolo della prima parte dell’Origine dell’uomo di Darwin, poiché una genealogia non fa che descrivere un percorso che, ad un certo punto, potrebbe benissimo interrompersi o invertire la direzione. Qualcosa di simile, poi, possiamo dire della causa o delle cause della moralità (come del diritto e della politica), che sono in grado soltanto di giustificare come si è giunti a ciò che oggi – attribuendolo alla genetica, per esempio, o al determinismo delle condizioni di produzione – ma non di legittimarlo d’ora innanzi e per sempre, come preferibile da un punto di vista razionale. Stabilire che qualcosa è inevitabile, annulla la domanda sulla preferenza, ma non serve a fondare la scelta. Il fondamento che cerco – il cui presupposto è il come se della libertà, di cui ho già parlato in opere precedenti, La tarea del héroe e Invitación a la ética – è la radice intellegibile e invariabile della disposizione attiva a preferire, dalla quale scaturiscono tutti i giudizi di valore presenti o futuri. Questo fondamento non è la libertà, ma dalla libertà è reso possibile e tramite essa acquista significato.

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