Alberto Villoldo, Padroni del sogno

Traduzione di Thais Siciliano

women-hands-hold-a-money-bags-and-dropping-on-the-top-in-the-public-park-for-loans-to-planned-invest-676071160Anche se ci hanno sempre detto che creare la sicurezza materiale ci farà stare bene, persino coloro che secondo gli standard della nostra società raggiungono il successo spesso si meravigliano di scoprire quanto siano vuoti i loro trionfi. Alcuni dei miei clienti sono multimiliardari e invidiati da tanti per la loro ricchezza, ma molti di loro sentono di non avere nessuno scopo nella vita e non sono affatto felici. Certi non fanno che pensare a quanto sarebbe terribile se perdessero ciò che hanno accumulato, e spesso è per questo che vengono a cercarmi. Vogliono guarire dalla maledizione che la società ha imposto loro, l’obbligo di conquistare qualcosa e di accumulare; vogliono scoprire come fare per avere una vita significativa e costruttiva.

Altri clienti, che non hanno raggiunto i loro obiettivi, tendono a concentrarsi sul futuro e mi dicono: «Cambierò vita e renderò il mondo un posto migliore non appena i miei figli saranno cresciuti/andrò in pensione/troverò un lavoro meno stressante». Aspettano di eliminare tutte le distrazioni prima di poter approfittare dell’occasione di dimostrare quanto possono essere forti e originali, ma per il momento si trovano immersi in un incubo collettivo senza ispirazione né originalità, un incubo insostenibile, che li fa sentire come se si stessero spegnendo lentamente.

Molti di noi sono come un rospo in una pentola d’acqua che si scalda lentamente sul fuoco: in questa celebre metafora l’animale sente che l’acqua si fa sempre più calda, ma anziché dirsi «è meglio che salti fuori prima che diventi bollente e mi faccia del male» si abitua sempre di più alla temperatura e alla fine muore bollito. In questo momento l’acqua comincia a sobbollire intorno a noi: dobbiamo smettere di sperare che le cose un giorno miglioreranno, dobbiamo saltare.

 

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