Javier Cercas, Le leggi della frontiera

Traduzione di Marcella Uberti-Mona

«Cominciamo?»

«Cominciamo. Però prima mi permetta di farle un’altra domanda. L’ultima».

«Prego».

«Perché ha accettato di scrivere questo libro?»

«Non gliel’ho ancora detto? Per denaro. Mi guadagno da vivere scrivendo.»

«Sì, lo so, ma davvero ha accettato solo per questo?»

«Bé, è anche vero che non tutti i giorni capita l’opportunità di scrivere su un personaggio come lo Zarco, se è a questo che pensava».

«Intende dire che Zarco le interessava anche prima che le chiedessero di scrivere di lui?»

«Certo, come a tutti noi del resto».

«Già. In ogni caso la storia che le racconterò non è quella di Zarco, ma quella del mio rapporto con lui; con Zarco e con…»

«Sì, lo so, ne abbiamo già parlato. Ora possiamo cominciare?»

«Possiamo cominciare».

«Mi racconti di quando conobbe lo Zarco.»

«Fu all’inizio dell’estate del 1978. Erano tempi strani. O forse sono io che li ricordo così. Franco era morto da tre anni, ma il Paese continuava a essere governato da leggi franchiste e aveva ancora l’odore preciso del franchismo: un odore di merda. Io avevo sedici anni, e Zarco pure. Abitavamo molto vicini e molto lontani».

«Cosa vuole dire?»

«Lei conosce la città?»

«Vagamente».

«Forse è meglio così: a quei tempi era molto diversa da come è ora. La Gerona di allora era rimasta a suo modo una città del dopoguerra, un paesone cupo e clericale, assediato dalla campagna e coperto di nebbia in inverno; non dico che la Gerona di ora sia migliore, anzi in un certo senso è peggiore, ma di sicuro è diversa. A quei tempi, per esempio, la città era cinta da una corona di quartieri dove vivevano i charnegos. È una parola che non si usa più, ma allora serviva a indicare quelli che erano immigrati in Catalogna dalle altre regioni spagnole, tutta gente con le pezze al culo arrivata qui per guadagnarsi il pane… Ma lei queste cose le sa già. Ciò che forse non sa, come le dicevo, è che alla fine degli anni Settanta la città era circondata dai quartieri di questi pezzenti: Salt, Pont Mayor, Germans Sàbat, Vilarroja. Tutta la feccia si raccoglieva lì.

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