Relazionarsi e persuadere, di Alberto Vaca Escribano

Traduzione di Serena Rossi

Poche sono le cose più antiche della persuasione, è molto probabile che sia precedente al linguaggio o addirittura ai gesti. Talvolta penso che i movimenti cellulari, il loro risultato, quali cellule sopravvivono e quali no, sia il frutto di un piccolo dibattito tra loro, che di solito viene vinto da quelle che creano la chimica migliore o quelle che hanno la fisica migliore. In questa prospettiva, gli organismi viventi, gli animali e ovviamente le persone, sono segnate dal principio dell’utilità, disponiamo di ciò che meglio ci aiuta a sopravvivere. Seguendo questa logica potremmo dire che vi è persuasione se esiste utilità.

Immagino che la risata, così come la persuasione, risalga alla notte dei tempi; si tratta di un riflesso automatico che sorge quando il cervello si sorprende per qualcosa che sfugge a ciò che prevede stia per succedere, qualcosa che sorprende la sua sequenza logica. Allo stesso modo il primo fuoco sarebbe stato casuale, provocato da una temporale, e in seguito l’essere umano ne ha fatto una vera e propria industria, una produzione che addirittura lo portò a nasconderlo; in questo modo nacquero le cucine in vetroceramica. Immagino che con l’umorismo successe qualcosa di simile. I primi sorrisi li avrebbe provocati una caduta, un atteggiamento nell’accoppiamento, la cattura di una buona preda… E i loro effetti gradevoli e dopanti si vollero manipolare, come si fa nell’industria, per ottenere quelle sensazioni in qualsiasi momento, e così iniziò la commedia, che inanellava uno dopo l’altro aspetti che facevano ridere.

Il pianto e la risata sono emozioni di base dell’essere umano (non vi fidate mai di chi non piange e non ride, non è un essere umano!). Potremmo dire che sono della stessa epoca, però hanno avuto destini diversi, è andata molto meglio al pianto, ha avuto molto di più; è pur vero che è molto importante per la sopravvivenza della specie perché relazionato al cibo (chi non risica non rosica!), ai pericoli che minacciano l’integrità fisica e psicologica… C’è molta più cultura sul pianto che sulla risata, e si può notare anche nel linguaggio normale, per esempio l’omologo del termine “piagnoni” sarebbe “risoni”, ma suona strano… no?

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