Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen

Traduzione di Fernanda Pivano, casa editrice Einaudi

È un fatto universalmente noto che uno scapolo provvisto di un cospicuo patrimonio non possa fare a meno di prendere moglie.

Per poco che si conoscano i sentimenti o le intenzioni di un uomo ricco e senza moglie al momento del suo primo apparire in un certo luogo, questo fatto è cosí radicato nella mente delle famiglie del vicinato, che egli viene considerato legittima proprietà dell’una o dell’altra delle loro figliuole.

— Caro Bennet, — gli disse un giorno la moglie, — hai sentito che Netherfield Park è stato finalmente affittato?

Mr Bennet rispose di no.

— Ma cosí è, — ella replicò; — perché Mrs Long è stata qui poco fa e mi ha detto tutto.

Mr Bennet non rispose.

— Non hai voglia di sapere chi lo ha preso in affitto? — esclamò la moglie spazientita.

—Se non puoi proprio fare a meno di dirmelo, non ho niente in contrario a sentirlo.

L’invito era piú che sufficiente.

— Dunque, caro, Mrs Long dice che Netherfield è stato preso in affitto da un giovanotto molto ricco dell’Inghilterra del Nord; che è venuto lunedí in un tiro a quattro a vedere il posto e gli è tanto piaciuto che si è subito messo d’accordo con Mr Morris; che ne prenderà possesso prima di san Michele e una parte della servitù entrerà in casa alla fine della settimana prossima.

— Come si chiama?

— Bingley.

— È ammogliato o scapolo?

— Oh! scapolo, caro, certo! Uno scapolo molto ricco; quattro o cinquemila sterline all’anno. Che bella cosa per le nostre figlie!

— Perché? Che cosa c’entrano loro?

— Caro Bennet, — rispose la moglie. — Come sei noioso! Devi sapere che sto pensando di fargliene sposare una.

 

Traduzione di I. Castellini e N. Rosi, casa editrice Newton Compton

È cosa ormai risaputa che a uno scapolo in possesso di un vistoso patrimonio manchi soltanto una moglie.

Questa verità è così radicata nella mente della maggior parte delle famiglie che, quando un giovane scapolo viene a far parte del vicinato — prima ancora di avere il più lontano sentore di quelli che possono essere i suoi sentimenti in proposito — è subito considerato come legittima proprietà di una o dell’altra delle loro figlie.

«Caro Mr Bennet», disse un giorno una signora al marito, «hai sentito che Netherfield Park è finalmente affittato?»

Mr Bennet rispose che non lo sapeva affatto.

«Oramai non ci sono più dubbi», ribatté la signora, «perché è venuta qui poco fa Mrs Long e mi ha raccontato ogni cosa.»

Mr Bennet non rispose.

«Non hai voglia di sapere chi lo ha preso?», esclamò sua moglie impaziente.

«Sei tu che hai voglia di dirmelo, e non ho nulla in contrario a sentirlo.»

Come incoraggiamento poteva bastare.

«Dunque, mio caro, devi sapere che Mrs Long dice che Netherfield è stato affittato da un ricchissimo giovane dell’Inghilterra del Nord, che arrivò lunedì con un tiro a quattro per vedere il posto; ne fu talmente entusiasta da prendere immediatamente tutti gli accordi con Mr Morris; prenderà possesso della proprietà prima di San Michele e una parte della servitù arriverà per la fine della settimana ventura.»

«Come si chiama?»

«Bingley»

«È sposato o scapolo?»

«Oh, scapolo, scapolo, grazie a Dio. Scapolo e, per di più, ricchissimo: quattro o cinquemila sterline di rendita. Che fortuna per le nostre ragazze!»

«Perché? che c’entrano loro?»

«Come sei noioso, caro Bennet!», rispose sua moglie. «Puoi immaginare che spero ne sposi una, no?»

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