Guillaume Musso, Un appartamento a Parigi: la traduzione di thriller

Londra, un sabato mattina sul tardi

Ancora non lo sai, ma tra meno di tre minuti affronterai una delle prove più ardue della tua esistenza. Una prova che non avevi previsto, ma che ti segnerà con il dolore di un marchio a fuoco sulla pelle morbida.
Per ora cammini, tranquilla, nella galleria di negozi dall’aspetto di un antico atrio. Dopo dieci giorni di pioggia, il cielo ha ritrovato un bel color turchese. I raggi di sole che rendono cangiante la vetrata del centro commerciale ti hanno messo di buon umore.
Per festeggiare l’arrivo della primavera, ti sei persino concessa quel vestitino rosso a pois bianchi che ti faceva l’occhiolino da un paio di settimane. La tua giornata si preannuncia piacevole: prima, un pranzo con Jul’, la tua migliore amica, una seduta di manicure tra donne, probabilmente una mostra a Chelsea, poi stasera il concerto di PJ Harvey a Brixton. Una tranquilla navigazione tra le sinuose anse della tua vita.
Se non che all’improvviso, te ne accorgi.

È un bambino biondo vestito con una salopette di jeans e un montgomery blu oltremare. Due anni forse, o poco più. Grandi occhi chiari e vivaci che brillano dietro a occhiali colorati. Lineamenti delicati messi in risalto da un faccino tondo da bambolotto incorniciato da corti riccioli lucenti come il grano sotto il sole d’estate. Lo guardi da un po’, da lontano, ma più ti avvicini, più sei incantata dal suo viso. Un territorio vergine, radioso, che né il male né la paura hanno ancora avuto il tempo di contaminare.
Su quel musetto, non vedi altro che un ventaglio di possibilità. Gioia di vivere, felicità allo stato puro.
Adesso, anche lui ti sta guardando. Un sorriso complice e candido illumina il suo volto. Con orgoglio, ti mostra l’aeroplanino di metallo che fa volare sulla sua testa tra le dita paffute.
– Vroommm…

(Traduzione di Emanuela Costantini)

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