La linea d’ombra, Joseph Conrad

Lalineadombra

Solo i giovani hanno momenti simili. Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni.

Si chiude dietro di noi il cancelletto della pura fanciullezza – e ci si addentra in un giardino incantato. Persino le ombre vi risplendono promettenti. Ogni svolta del sentiero è piena di seduzioni. E questo non perché sia una terra inesplorata. Si sa bene che tutta l’umanità ha già percorso questa strada. È il fascino dell’esperienza universale dalla quale ognuno si aspetta una sensazione particolare e personale – un po’ di noi stessi.

Si procede eccitati, divertiti, riconoscendo le orme di coloro che ci hanno preceduto, intrecciando la buona e la cattiva sorte – le rose e le spine, come dice il proverbio – quel pittoresco, comune destino che tieni in serbo tante possibilità di successo per chi le merita, o, forse, per chi è fortunato. Sì, si procede. Ed anche il tempo procede finché non si scorge dinanzi a noi una linea d’ombra che ci avverte che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata alle spalle. È questo il periodo della vita in cui si presentano i primi momenti di cui parlavo. Quali momenti? Diamine, i momenti di stanchezza, di tedio, di insoddisfazione. I momenti della sconsideratezza. Voglio dire i momenti in cui i giovani finiscono per commettere le azioni temerarie come sposarsi all’improvviso o lasciare il lavoro senza un motivo.

Questa non è la storia di un matrimonio. Non mi andò poi così male. Il mio atto, per quanto avventato, ebbe più il carattere di un divorzio – quasi una diserzione. Senza una ragione plausibile per un uomo di buon senso, abbandonai il mio lavoro – mollai l’ancora –, abbandonai la nave di cui al peggio si poteva dire che era un battello a vapore e quindi, forse, non del tutto meritevole di quella cieca fedeltà che…

(Traduzione di Dunja Badnjevic Orazi per Newton Compton)

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