Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, di R. Carver

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Aveva la parola il mio amico Mel McGinnis. È cardiologo, e qualche volta questo gliene dà il diritto.

Eravamo seduti tutti e quattro attorno al tavolo della cucina di casa sua e bevevamo gin. Dalla finestra grande dietro il lavello, la luce del sole inondava la cucina. Oltre a me e Mel, c’erano la sua seconda moglie Teresa – ma noi la chiamavamo Terri – e mia moglie, Laura. Abitavamo ad Albuquerque, allora. Ma venivamo tutti da qualche altro posto.

In mezzo al tavolo c’era un secchiello pieno di ghiaccio. La bottiglia del gin e quella dell’acqua tonica facevano continuamente il giro e, non so come, c’eravamo messi a parlare d’amore. Secondo Mel, il solo vero amore era quello spirituale. Da giovane, raccontò, aveva passato cinque anni in seminario prima di lasciar perdere e di iscriversi alla facoltà di Medicina. Diceva di considerare ancora gli anni passati in seminario come i più importanti della sua vita.

Terri ha detto che l’uomo con cui viveva prima di mettersi con Mel l’amava tanto che aveva tentato di ammazzarla. Poi ha aggiunto: – Una sera mi ha riempita di botte. Mi ha trascinata per tutto il soggiorno per le caviglie. E intanto continuava a ripetere: «Ti amo, ti amo, brutta stronza!», e a trascinarmi in giro per il soggiorno: sbattevo la testa dappertutto -. Terri ha fatto tutto il giro del tavolo con lo sguardo. – Che te ne fai di un amore così?

Era una donna tutt’ossa con un bel viso, occhi scuri e capelli castani che le scendevano lunghi sulla schiena. Le piacevano le collanine di turchese e gli orecchini pendenti.

– Ma dài, Dio buono, non dire fesserie. Quello non è mica amore, lo sai benissimo, – le fa Mel. – Non so come lo chiameresti tu ma amore no di sicuro.

– Dì quello che ti pare, ma io so che mi amava davvero – ha detto Terri. – Magari a te sembra una follia, eppure è vero. Non siamo mica tutti uguali, Mel. Va bene, certe volte si comportava da matto. D’accordo. Però mi amava. A modo suo, ma mi amava. C’era dell’amore anche lì, Mel. Non puoi negarlo.

(Traduzione di Riccardo Duranti)

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