Arturo Pérez Reverte, Il maestro di scherma

Battaglia-di-Pavia-quarto-arazzoLa flessibile lama italiana si curvò, infierendo un robusto colpo di bottone sul petto dell’avversario.

«Toccato, eccellenza.»

Luis de Ayala-Velate y Vallespín, marchese de los Alumbres, soffocò una maledizione degna del suo rango mentre si strappava, furibondo, la maschera che gli copriva il volto. Era congestionato, rosso per il calore e lo sforzo. Spesse gocce di sudore colavano dall’attaccatura dei capelli, inzuppandogli sopracciglia e baffi.

«Che io sia maledetto, don Jaime!» C’era una nota d’umiliazione nella voce dell’aristocratico. «Ma come è possibile? È la terza volta in meno di un’ora che mi fate mangiare la polvere».

Jaime Astarloa si strinse nelle spalle con la dovuta modestia. Quando si tolse la maschera, sotto i baffi spruzzati di fili bianchi la bocca disegnava un sorriso gentile.

«Oggi non è la vostra giornata, eccellenza»

Luis de Ayala scoppiò in una risata gioviale e a lunghi passi attraversò il salone decorato con preziosi arazzi fiamminghi e panoplie di antiche spade, fioretti e sciabole. I suoi capelli, crespi e folti, ricordavano vagamente la criniera di un leone. In lui tutto era vitale, esuberante: il corpo grande e ben piantato, la voce energica, l’inclinazione per gli atteggiamenti ampollosi, gli accessi di passione e di allegro cameratismo. A quarant’anni, scapolo, prestante e, a detta di tutti, in possesso di una considerevole fortuna, giocatore e donnaiolo impenitente, il marchese de los Alumbres era il prototipo dell’aristocratico scapestrato tanto comune nella Spagna del XIX secolo: non aveva mai letto un libro in vita sua, ma poteva recitare a memoria la genealogia di qualsiasi cavallo famoso negli ippodromi di Londra, Parigi o Vienna. Quanto alle donne, gli scandali che di tanto in tanto regalava alla società madrilena costituivano l’argomento dei salotti, sempre avidi di novità e di chiacchiere. Portava i suoi quarant’anni splendidamente, e il solo nominarlo evocava, tra le dame, slanci romantici e passioni tempestose.

(Traduzione di Paola Tommasinelli)

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