Trimalcione. La prima versione perduta del Grande Gatsby

gatsby-e-daisyDa tre generazioni la mia è una famiglia solida e benestante in questa città del Midwest. I Carraway sono una specie di clan e secondo la tradizione discendiamo dai duchi di Buccleuch, ma il vero fondatore della mia linea ereditaria fu il fratello di mio nonno che arrivò qui nel Cinquantuno, mandò un sostituto alla Guerra civile, e avviò l’impresa di ferramenta all’ingrosso che mio padre porta avanti ancora oggi.

Non ho mai conosciuto questo prozio ma credo di assomigliargli molto – con particolare riferimento al ritratto con l’aria da duro appeso nell’ufficio di mio padre. Mi sono laureato a New Haven nel 1915, giusto un quarto di secolo dopo mio padre, e poco dopo ho partecipato a quella migrazione teutonica ritardata conosciuta come Grande Guerra. La controffensiva mi era piaciuta così tanto che tornai a casa irrequieto. Invece di essere il centro accogliente del mondo, il Midwest sembrava l’orlo sdrucito dell’universo – così decisi di andare a Est per imparare il lavoro nel campo delle obbligazioni. Tutti quelli che conoscevo lavoravano con le obbligazioni, così supposi che potesse ancora esserci spazio per qualcun altro. Le zie e gli zii ne discussero tutti come se dovessero scegliermi una scuola propedeutica e alla fine dissero: “Be’… ss-ì…” con facce molto serie ed esitanti. Mio padre accettò di finanziarmi per un anno e dopo vari indugi mi stabilii a Est, pensavo in maniera definitiva, nella primavera del Ventidue.

(Traduzione di Rossella Monaco)

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