Le avventure di Gordon Pym, per iniziare

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Or son pochi mesi, al mio ritorno negli Stati Uniti, dopo la straordinaria serie di avventure nei mari del Sud e altrove, di cui si offre una narrazione nelle pagine seguenti, il caso mi pose in contatto con parecchi gentiluomini di Richmond, nella Virginia, i quali manifestarono un profondo interesse per tutto ciò che si riferisce alle regioni che avevo visitato, e costantemente mi spronavano a offrirne al pubblico una relazione, quasi fosse questo un mio preciso dovere. Io avevo tuttavia parecchie buone ragioni per declinare l’invito: alcune strettamente personali, che non concernono che me; altre di natura diversa.

Una delle considerazioni che mi sconsigliava di scrivere era che, non avendo tenuto alcun giornale durante la maggior parte del viaggio, temevo non sarei stato in grado di scrivere, basandomi esclusivamente sulla memoria, una relazione così particolareggiata e connessa da avere l’aspetto della verità, che pure avrebbe esposto, fatta naturalmente la tara delle inevitabili esagerazioni cui tutti siamo inclini, quando riferiamo eventi che hanno lasciato un’impressione così profonda nella nostra immaginazione.

Un altro motivo era che gli incidenti che avrei dovuto narrare erano di natura così meravigliosa che, non essendo suffragati da altre asserzioni tranne la mia – eccettuata la testimonianza di un solo individuo, un meticcio, – io non potevo sperare di ottenere credenza che presso i familiari e gli amici, che hanno avuto motivo, durante l’intero corso della vita, di prestar fede alle mie affermazioni, mentre il pubblico, in generale, avrebbe considerato ciò che io avrei riferito come null’altro se non una serie di impudenti e ingegnose favole. Tuttavia la causa principale che mi impedì di ottemperare a quei consigli fu la sfiducia nelle mie capacità di scrittore.

(Traduzione di Enzo Giachino) prima edizione 1993 – Tascabili economici Newton

 

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2 pensieri riguardo “Le avventure di Gordon Pym, per iniziare

  1. E’ una delle due versioni che ho confrontato per svolgere la traduzione. L’intento di utilizzare un regitro formale/ d’altri tempi è abbastanza chiaro. Si pensi a: Or sono pochi mesi; suffragati: ottemperare….

    Cosa potremmo dire, per contro, della scelta di giornale? E una relazione connessa? Aggiungo che anche la traduzione di Vittorini presenta questo aggettivo.

    1. Spesso comprendere le scelte di traduzione è operazione ardua. Certamente la traduzione ha una coerenza interna e un’attenzione al testo d’origine che la rendono adatta a sostenere un certo mercato. Sarebbe interessante avere altri pareri.

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