La parificazione dello status di filiazione

Una possibile traduzione del brano proposto nella lezione 4 del corso dallo spagnolo. Buon confronto

Europa Europe 3D

La parificazione dello status di filiazione, Convegno 24-25 Maggio 2013

Per costruire e regolare il suo mercato interno e soprattutto per selezionare le situazioni giuridiche soggettive a ciò funzionali, il legislatore dell’Unione europea, da un lato, ha presupposto e dall’altro modificato – rispetto alle qualificazioni che degli stessi forniscono gli ordinamenti interni degli Stati Membri – gli status che sono stati consegnati dalla tradizione: lo status di lavoratore, lo status di cittadino, lo status di familiare, così come quello di minore e di figlio.

Per l’ordinamento giuridico U.E. ciascuno è rilevante come individuo in ragione delle sua attività o della sua condizione economica, trovandosi in una qualche connessione diretta o indiretta con la normativa dell’Unione europea. Attraverso la funzione svolta dalla Corte di giustizia europea e dalla sua attività interpretativa l’Europa è stata – e sicuramente lo è ancora – una Comunità prima, una Unione oggi, fondata maggiormente sui diritti individuali piuttosto che sulla politica e sulla stessa economia.

Il legislatore dell’Unione europea emana atti legislativi, ordinandoli secondo la tipologia dei soggetti destinatari, e individuando insiemi di vicende economiche attorno alle quali raggruppare la disciplina di ogni sua attività. L’ordinamento in esame ha predisposto norme qualificandole in ragione della tipologia dei soggetti destinatari. Questi ultimi sono stati pertanto individuati suddividendoli per insiemi e sottoinsiemi di vicende economiche e personali, presupposte come necessarie ai fini dell’organizzazione di alcune attività funzionali al raggiungimento dei propri scopi e per la strutturazione del cosiddetto mercato interno.

Il riconoscimento da parte delle Corte di giustizia dei diritti individuali è per l’ordinamento dell’allora Comunità e dell’oggi Unione un momento di loro stessa strutturazione.

Si usi come paradigma la figura del lavoratore.

Essere un lavoratore, o meglio godere dello status di lavoratore come pre-condizione per l’applicazione della norma europea, per il diritto «comunitario/unitario» significa consentire ad una persona di esercitare in concreto tutti i diritti connessi a questa qualifica sul piano del diritto interno, nonché godere di tutte le situazioni soggettive riconosciute nei precetti UE, ad esso riconosciute. Si pensi in questo senso alla nozione di lavoratore titolare del diritto di libera circolazione.

L’attuale art. 45 t.F.U.E., già art. 39 t.C.E., afferma che per libertà di circolazione di un lavoratore si intende — seppur in termini non esaustivi — il diritto di candidarsi ad un’offerta di lavoro, il diritto di spostarsi liberamente, così come di svolgere un’attività lavorativa in maniera conforme alla normativa applicata ai lavoratori nazionali.

(Traduzione di Serena Rossi)

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