Un saggio narrativo

Ecco il brano della settimana, “The Secret Letters of the Monk Who Sold His Ferrari”, di Robin Sharma. L’imperativo nella traduzione era la naturalezza. Bisognava restituire un testo piacevole da leggere e senza intoppi, cercando di rimanere fedeli agli intenti e alle espressioni colloquiali utilizzate dall’autore. In particolare, l’incipit non doveva perdersi in inutili giri di parole e i dialoghi dovevano risultare naturali.

The Secret Letters Of The Monk Who Sold His Ferrari

Era una di quelle giornate che, appena cominciate, vorresti fossero già finite. Era iniziata quando avevo aperto gli occhi  e avevo visto una quantità preoccupante di luce entrare dalle persiane della stanza da letto. Voglio dire, la luce delle otto del mattino, non delle sette. La sveglia non aveva suonato. A quella constatazione fecero seguito una ventina di minuti di panico, con imprecazioni, urla e pianti (a piangere era mio figlio di sei anni), mentre correvo freneticamente da un angolo all’altro della casa, dal bagno alla cucina all’ingresso, cercando di raccogliere tutte le cose ridicole di cui io e Adam avremmo avuto bisogno per il resto della giornata. Tre quarti d’ora dopo, mentre fermavo l’auto davanti alla scuola, Adam mi lanciò un’occhiata di rimprovero.

«La mamma dice che se continui a portarmi in ritardo a scuola il lunedì, non potrò più stare a dormire da te la domenica».

Accidenti.

«È l’ultima volta – dissi. – L’ultima, promesso!»

Adam scivolò fuori dalla macchina con un’espressione dubbiosa.

«Ecco» dissi, prendendo un sacchetto di plastica stracolmo. «Non dimenticare il pranzo.»

«Tienitelo» rispose lui senza guardarmi. «Non ci lasciano portare il burro di arachidi a scuola.»

Poi si girò e si precipitò verso il cortile deserto. Povero bambino, pensai, mentre osservavo le sue gambette trottare verso l’ingresso. Non c’è niente di peggio che entrare a scuola in ritardo, con tutti già in classe e l’inno nazionale che risuona nei corridoi. E come se non bastasse, niente pranzo.

(Traduzione di Thais Siciliano)

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