Usare gli strumenti (lezione 10)

Le mini-traduzioni proposte nell’esercizio della lezione 10 prevedevano un importante lavoro di ricerca di termini utilizzando gli strumenti proposti nella dispensa teorica relativa alla lezione. 

Grease-grease-the-movie-3147022-1024-768

I remember [Raccolta di ricordi legati agli anni ’50]

Mi ricordo quando in un fumetto di Katy Keene pubblicarono un abito a sirena che avevo disegnato io.

Mi ricordo i cuscinetti per timbri ad arcobaleno.

Mi ricordo i capelli a coda d’anatra.

Mi ricordo quando le ragazze portavano una marea di sottogonne da can-can. La situazione diventò così insostenibile (e rumorosa) che il preside dovette stabilire un limite a quante ne potevano indossare. Credo fosse tre.

Mi ricordo quando i bulletti portavano i jeans così bassi che il preside dovette mettere un limite anche a quelli. Credo fosse sette centimetri sotto l’ombelico.

(Traduzione di Thais Siciliano)

 

Poseidone-03

2) Submarine [Narratore adolescente. Il suo linguaggio ammette elementi colloquiali. Difficile da rendere i giochi di parole]

Zugzwang
I’ve decided that I’m not going to write a diary. It puts my reputation in danger. I’m going to keep a “log”. It’s going to be seriously buff: there will be no emotions; there will be no emoticons; it will be sprayed with bullet points like the wings of the Luftwaffe after the Vickers K machine gun was introduced.

I scribble out the word “Diary” on the front cover; now it just says “Niceday”. Then I Tipp-Ex the word “day” and the left-hand arm of the capital letter “N”. Now it just says “Vice”. I write my name, Oliver Tate, on the inside front cover. And a sinister anagram of my name: “O evil treat”.

 

Ho deciso che non terrò un diario. È troppo rischioso per la mia reputazione. Terrò solo un giornale di bordo. Sarà tostissimo: niente emozioni, niente emoticon, crivellato di elenchi puntati tipo le ali della Luftwaffe dopo l’introduzione delle mitragliatrici Vickers K.

Cancello dalla copertina la parola “Diario” e all’aggettivo “segreto” antepongo “vizio”. All’interno metto il mio nome e cognome, Oliver Tate, seguito da un anagramma sinistro: “Ratto e vile”.

(Traduzione di Anna Rusconi)

 

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3) Why We Broke Up [All’interno del testo c’è una parodia degli Sweet Sixteen. Essendo un maschio, Al ha voluto festeggiare i Bitter Sixteen: bisognava quindi trovare un modo per rendere queste espressioni. Da qui l’idea della festa a tema “schifo”. Anche la traduzione di layup è problematica: si tratta di un termine del basket che però viene inteso con un doppio senso dalla voce narrante]

It was Al’s party where you and I first met, […] his Bitter Sixteen party.

[…]

Inside people were singing Bitter birthday to you, bitter birthday to you, bitter Birthday to Al… Of course you told me, Ed, because you’re a boy, how you lost the game. Basketball is still incomprehensible to me, some shouty frantic bouncing thing in uniform, and although I didn’t listen I hung on every word. Do you know what I liked, Ed? The word layup, the sexy plan of it. I savored that word, layup layup layup, through your feints and penalties, your free throws and blocked shots and the screwups that made it all go down. The layup, the swooping move of doing it like you planned, while all the guests kept singing in the house For he’s a bitter good fellow, for he’s a bitter good fellow, for he’s a bitter good fellow, which nobody can deny.

 

È stato alla festa di Al che io e te ci siamo conosciuti […], la Schifesta per i suoi sedici anni.

[…]

In casa gli altri cantavano“Schifauguri a te, schifauguri a te, schifauguri ad Al…” Ovviamente mi hai raccontato come avevate perso la partita, perché sei un maschio. Il basket continua a essere un mistero per me, urla, rimbalzi, gente in calzoncini che corre qua e là, ma anche se non stavo a sentire pendevo dalle tue labbra. Sai cosa mi piaceva, Ed? La parola schiacciata, con quel suono così sexy. Me ne stavo lì ad assaporare quella parola, schiacciata schiacciata schiacciata, in mezzo alle finte e ai tiri liberi, ai falli e alle stoppate e ai casini che poi avevano rovinato tutto. La schiacciata, quella mossa provata e riprovata con cui plani sul canestro, mentre in casa tutti gli ospiti continuavano a cantare “Perché è un bravo schifoso, perché è un bravo schifoso, perché è un bravo schifoso, nessuno lo può negar”.

(Traduzione a cura degli allievi della Scuola di specializzazione per traduttori editoriali TuttoEUROPA di Torino – corso 2011-2012)

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