Le traduzioni invecchiano

di Thais Siciliano

Tutti sanno che le traduzioni invecchiano. Quando leggiamo un classico, non è raro restare un po’ perplessi da alcune scelte del traduttore. Se lo confrontassimo con il testo originale, poi, troveremmo di certo delle sorprese.

Il fatto è che in passato non esistevano tutti gli strumenti di oggi; è senza dubbio ammirevole il lavoro di traduttori le cui opere sono ormai considerate “superate”: senza Internet, programmi di videoscrittura e infiniti dizionari a portata di mouse, questo mestiere doveva essere un vero incubo. Ciò che oggi richiede pochi minuti di ricerca, allora costava ore e ore di duro lavoro bibliografico. Siano dunque lodati i traduttori che ci hanno permesso di godere dei classici della letteratura! Però a volte si sente il bisogno di rivedere alcuni lavori del passato.

 

Quello della “ritraduzione” è un tema molto dibattuto. Tempo fa Andrea Landolfi ha stilato un piccolo breviario sulla revisione delle vecchie traduzioni che qui riassumiamo:

1) Rivedere le grandi traduzioni del passato fa bene, perché stimola la riflessione e solletica l’emulazione.

2) Non esiste traduzione che non sia emendabile e/o migliorabile.

3) Per rivedere una versione d’autore si richiede: coraggio nel fare le proprie scelte, rispetto per ciò che il traduttore ha comunque fatto; prudenza nel cassare: spesso l’espressione “brutta” è comunque il meno peggio.

4) […] è bene usare una certa indulgenza, augurandosi che i posteri faranno lo stesso con noi.

5) È necessario depurare l’originale dalle incrostazioni delle versioni d’autore, ma è necessario non prendersela a male se nella propria traduzione di un poeta si avvertirà l’eco, il profumo, di una versione d’autore che ci ha formato (a patto che non si esageri).

6) Mettersi alla prova traducendo e ritraducendo per sé i grandi e i grandissimi aiuta a liberarsi di qualche timidezza traduttoria e insieme dà la misura dei propri limiti.

7) La traduzione letteraria non fa diventare ricchi; sicuramente, però, più intelligenti.

Credo che queste poche massime riassumano perfettamente la possibilità della ritraduzione e i modi di approcciarsi ad essa. Spesso si rende assolutamente necessario ritradurre un testo, sia per svecchiarlo sia per correggere veri e propri errori di interpretazione. Tuttavia, alcune traduzioni sono diventate classici a loro volta, guadagnandosi lo status di “intoccabili”, per motivi storici e affettivi. Ed è lì che nascono i problemi.

A parte questi rari casi di difficile scelta, trovo che le case editrici che hanno avuto il coraggio di rivedere traduzioni che ormai hanno fatto il loro tempo, restituendo il giusto merito ai grandi classici del passato, abbiano scelto un’ottima strada.

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