Traduzione di The Big Fall di Nicholson

La traduzione dell’estratto che segue ha significato una grande attenzione all’impronta orale del discorso, alla colloquialità delle espressioni e alla riproduzione di quelli che in un testo scritto vengono solitamente considerati errori ma che qui sono funzionali a evidenziare il registro linguistico (ripetizioni, concordanze errate, continuo alternarsi dei tempi verbali…)

Immagine

Diversi anni fa, caddi dalle scale e mi ruppi una caviglia. Non mi ero mai rotto un osso prima né ero stato al pronto soccorso. Fu un’esperienza terribile e dolorosa. Non riuscirò mai a dimenticarla e spero di non avere mai più un’esperienza simile. Ecco cosa è successo.

Uscii dalla porta di casa, stavo andando al lavoro. C’è un vialetto e una breve scalinata di quattro o cinque gradini tra la porta e il marciapiede. Ricordo che quel giorno portavo un paio di scarpe nuove che avevano suole di gomma, spesse e morbide. Erano un po’ più morbide e spesse delle scarpe che portavo di solito e camminarci mi sembrava un po’ strano. Proprio quando stavo per fare il primo gradino, la punta di gomma di una delle scarpe si è impiantata per un attimo sul vialetto e ho perso l’equilibrio. Sono caduto dritto sul marciapiede dal gradino più alto e sono atterrato con tutto il mio peso sul lato del piede destro.

Mi sono ritrovato seduto sull’ultimo gradino. Per colpa di quella caduta avevo rotto e slogato la caviglia. Il piede, ancora nella scarpa nuova, penzolava in un modo mostruoso e innaturale dalla gamba, ora senza piede. La vista era nauseante ma il dolore era ancora peggiore. Come tutti ho provato vari tipi di dolore fisico nella mia vita ma nulla di simile a questo. Questo non era un dolore normale. Questo sembrava un muro, un suono che stavo sentendo, un senso nuovo estraneo alla percezione. Non ho parole per descrivere il dolore. Era diverso da tutto ciò che mi è capitato di provare prima o dopo di allora.

Passati pochi minuti e lo shock della terribile ondata di dolore, mi sono accorto di aver bisogno di aiuto. Ovviamente non potevo stare in piedi o camminare e non vedevo nessuno attorno a me. Gridai aiuto, ma nessuno sentì o rispose. Ero solo, in una tranquilla strada laterale con poco traffico. Proprio allora vidi una macchina arrivare sulla strada. Grazie a Dio! Arrivava aiuto! Sull’auto c’erano due anziani, un uomo e una donna. Parcheggiarono, scesero e mi corsero incontro. Dissero che mi avevano proprio visto cadere e che erano tornati indietro per verificare se mi fossi fatto male. Sì! All’improvviso l’anziana donna vide che il mio piede penzolava dall’osso della gamba. Quella vista orribile la sconvolse così tanto che iniziò a tossire e a mancarle l’aria. L’uomo mi disse che stava avendo un attacco d’asma per quella visione così impressionante.

Disse che sarebbe andato a cercare un telefono e a chiamare l’ambulanza. Corse verso la casa dall’altra parte della strada e bussò alla porta. Nessuno rispose, così provò alla casa accanto, e ancora a quella successiva. Sembrava che tutti i miei vicini fossero già al lavoro o a scuola. Alla fine mi ricordai che ero davanti a casa mia, che chiaramente aveva un telefono, e io avevo la chiave! Diedi la chiave all’uomo, lui aprì la porta e andò al telefono per chiamare il 911.

Mentre aspettavamo l’ambulanza, l’anziana signora continuava a tossire e ad ansimare per l’attacco d’asma. Io rimasi seduto sul gradino con il piede che penzolava dalla gamba. Arrivò un ragazzo in macchina e mi chiese indicazioni per il Sandy Boulevard, gliele diedi. Non disse nulla del mio piede. Dopo solo pochi minuti arrivò l’ambulanza. Suggerii che prendessero la donna con l’attacco d’asma ma sembrava stare meglio. Mi caricarono sull’ambulanza, mi diedero una bella dose di morfina e mi portarono in ospedale.

L’ospedale fu un’altra esperienza terribile ma fece molto meno male della caduta. Dovettero mettermi una grossa barra di metallo nella gamba. L’attaccarono all’osso con 8 grandi, lunghe viti. Naturalmente ora ho anche delle cicatrici molto simpatiche, un ricordo dell’operazione. Per alcuni mesi, non sono riuscito a camminare normalmente ma adesso quasi tutto è tornato alla normalità. Non ho più paura di cadere dalle scale ma ho deciso di non mettere mai più scarpe con suole di gomma spesse e morbide.

(traduzione di Rossella Monaco)

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: